Chirurgia maschile VS Chirurgia femminile: dove vince la vanità?
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Chirurgia maschile VS Chirurgia femminile: dove vince la vanità?

La vulgata e il luogo comune vorrebbero la chirurgia estetica come scienza e arte generalmente femminili: anche se la gran parte dei chirurghi sono infatti uomini, è alle donne che si rivolge la loro attività.

Chirurgia maschile VS Chirurgia femminile: dove vince la vanità?

Non è però più così e a dimostrarcelo ci sono i dati che arrivano dai migliori studi d’Italia, che registrano un fortissimo incremento della clientela maschile, che si presenta sempre più spesso nello studio del chirurgo plastico per un ritocchino all’insegna del ritorno alla bellezza.

Una situazione completamente rovesciata, perché se è vero che mastoplastiche e liposuzioni rimangono sempre gli interventi numericamente più importanti, è altrettanto vero che interventi più tipicamente maschili, come l’addominoplastica e la liposcultura sono sempre più frequenti.

Il problema principe, come ci spiega il Chirurgo estetico Camillo D’Antonio, è quello degli addomi martoriati dall’adipe in eccesso, che presentano le tipiche maniglie dell’amore e nei confronti dei quali sono poche, anzi pochissime, le armi messe a disposizione da palestra e dieta. Per questo motivo sempre più maschietti si rivolgono al chirurgo, che mettendo in pratica le tecniche più innovative, è in grado di andare ad eliminare un grasso addominale che, lo ricordiamo ancora una volta, non può essere buttato giù soltanto con lunghissime sedute in palestra.

Siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione per il mondo della chirurgia estetica e ricostruttiva, una rivoluzione che passa per l’allargamento del bacino di utenza anche agli uomini, tradizionalmente poco adusi ai trattamenti di bellezza (anche a quelli meno invasivi della chirurgia).

Un uomo che vuole sentirsi finalmente bello e curato come tradizionalmente provavano (e ancora provano) a sentirsi le donne, in una ridefinizione di paradigma che porterà, nel prossimo decennio, gli uomini ad eguagliare le donne per frequenza di ricorso all’aiuto del chirurgo.

Avete capito bene, secondo le stime la rimonta degli uomini sotto il bisturi non è molto lontana: nell’arco dei prossimi 10 anni per ogni donna che si rivolge ad uno studio di chirurgia ci sarà, a fare da contraltare, un uomo.

Un cammino inequivocabile e soprattutto inevitabile, ora che anche agli uomini si richiede una prestanza e una presenza fisica impeccabile, dove il difetto estetico può essere un ostacolo verso il raggiungimento degli obiettivi lavorativi e affettivi che ci si è prefissati.

 
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