Salernitano scende in campo e batte il Cavaliere
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Salernitano scende in campo e batte il Cavaliere

Il gradimento di Giorgio Napolitano è alle stelle! E' lui la superstar della nostra politica, l'uomo capace di aggregare ed ispirare fiducia..

Salernitano scende in campo e batte il Cavaliere

 

Il lord Giorgio della nostra politica, ossia il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano è la vera superstar della nostra politica. In questi tempi tumultuosi gli italiani, e il 150esimo c’entra e non c’entra, si stanno aggrappando sempre più a questo gentiluomo napoletano dai modi e dai toni molto british.

Raramente un Presidente della Repubblica ha avuto un simile gradimento, alimentato dalle baruffe, dagli intrighi e dagli odi, conditi da dossier e intercettazioni, dei parlamentari. In un simile scenario, un’atmosfera da Idi di Marzo, in un panorama da cricche e svilimento delle istituzioni, non deve sorprendere questo attaccamento ad una persona che, per quanto il centro destra dica, ha sempre misurato il suo ruolo superpartes e le parole.

Da un paio d’anni a questa parte Napolitano è parso più interventista, ed è in questi anni, gli anni delle donne e dei dossier, che gli italiani hanno imparato a stimare maggiormente il Capo di Stato. 

Nella classifiche di gradimento stacca tutti gli altri politici, anche gente arruffapopolo e stimata come Di Pietro e Fini.
Oggi come oggi una coalizione guidata dal Capo di Stato sarebbe ben vista. E legittimata dalla Costituzione. Cioè, la legge consentirebbe a Napolitano di scendere in campo ed effettuare una scelta di campo che sinora, in ossequio alle istituzioni, non ha mai fatto. Ma, si sa, la coda del settennato è spesso velenosa, e non mi riferisco solo agli anni di Francesco Cossiga.

 

 

 

La discesa in campo di Napolitano è Fantapolitica?

Qualcuno l’ha già romanzata. Chi? Un certo Philip M. Godgift, sicuramente un nom de plume, ha scritto per Fazi, casa editrice che non manca mai di stupire, un romanzo dal titolo I 99 giorni che travolsero il Cavaliere.

Trama? Una sinistra allo sbando e che non si fida tanto dei vari Baffo Alenia, di è Luigi P. Piacentani, di Nick Pendola e di un urlatore di nome Di Paolo trova il suo campione in Salernitano. Il terzo polo è rappresentato dai seguaci di Giancarlo Nifi, una pluralità di persone, raccolte nel gruppo di Futura Legalità Repubblicana, comprendenti anche Centrini e gli amici di Turelli, con appoggio esterno del gruppo di Fiore Beppe. Il centrodestra è dato in vantaggio, grazie all’appoggio dei padani di Berto Rozzi. Ma a vincere, avviando il cavalier Spernanzoni sul viale del tramonto, sarà Salernitano, che metterà su un governo di un certo spessore ancorchè pieno di residuati e burocrati della Prima Repubblica.

Salernitano chiama infatti al governo gente come: Tonino Maccano, Emanuele Siciliuso, Dino Termite, Manlio Valli, l’ambasciatore Sergi, Gallo Degli Ernesti, il costituzionalista Michele Nainis, il sociologo torinese Luca Cirolfi, Reginaldo Magro, Paul Zuccheri ed altri.
Avete fatto trova e sostituisci? E’ stato divertente? Se siete indeciso su qualcuno contattatemi! 

 


Massimo Bencivenga

 
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