La massoneria e Francesco Cossiga
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La massoneria e Francesco Cossiga

I rapporti del presidente emerito Francesco Cossiga con la massoneria, l'Opus Dei e la Chiesa Cattolica

Di tanto in tanto, con una certa periodicità in Italia spuntano i grembiulini e i compassi nelle istituzioni e nelle inchieste italiche. Quando si parla di squadra e compasso si parla di Massoneria. Nel periodo di Tangentopoli la domanda dell’adesione alla fratellanza massonica era una di quelle che venivano solitamente rivolte agli indagati. Nondimeno la stessa massoneria è stata tirata in ballo per il premier Berlusconi che, al solito, se ne uscì con una delle sue battute asserendo che non poteva essere lui un apprendista muratore, non dopo aver costruito Milano 2.
La stessa massoneria è stata tirata in ballo non solo in ambito politico ma anche, forse soprattutto,in ambito finanziario.
Forse uno degli ultimi grandi risvolti della massoneria si è avuto nella stagione delle scalate bancarie. A quel tempo erano in tanti a dire “è una questione tra massoneria e Opus Dei”. A perdere la partita fu l’Opus Dei con il suo campione, Antonio Fazio da Alvito.

n qualità di ministro dell’interno, si trovò a gestire gli anni di piombo e a lui si deve la creazione del GIS (Gruppo di Intervento Speciale) dei carabinieri. In seguito, nella calda primavera del 1992, Francesco Cossiga, da Presidente della Repubblica Italiana, si dimise e da allora gioca a fare la scheggia impazzita nel governo, in ogni governo e di ogni colore; va detto che una volta, non molto tempo fa, Francesco Cossiga ebbe addirittura a proporre l’abolizione di se stesso: avanzò la proposta di eliminare i senatori a vita. Detto tra noi non sarebbe una cattiva idea, ma i privilegi, presenti o futuri, sono duri a morire. Francesco Cossiga è ritenuto uno dei massimi esperti italianidi massoneria e servizi segreti in Italia, ma ha sempre smentito di appartenere alla massoneria in quanto cattolicissimo, è stato allora accostato agli ambienti dell’Opus Dei ma, ancora una volta, con la sua straordinaria faccia da poker e quel sorriso sornione, ha glissato sull’argomento. E di tanto in tanto Cossiga si diverte a dire che la massoneria si è infiltrata, o reinfiltrata, nelle maglie della politica e nella stanza dei bottoni della stessa. E’ bene ribadire che un vecchio adagio recita: “un sardo potente è un massone” a ben mettere in evidenza la tradizione tra massoneria e politica nell’isola. Va detto, a onor di cronaca, che un nonno di Cossiga, Antonio Zanfarini, medico e politico repubblicano, è stato Venerabile della loggia di Sassari. Una delle sue ultime “sparate” fu alla formazione dell’ultimo governo Berlusconi, allorquando asserì che “c’erano troppi massoni nell’esecutivo”. Gli rispose un uomo venuto quasi dal nulla, un toscanaccio testa fine e capelli bianchi a nome Denis Verdini. Denis Verdini è emerso come uno dei coordinatori nazionali del partito di Berlusconi dopo la debacle del 2005, pertanto è arbitro e giudice, nella quasi totalità dei casi, di carriere e trombate, nel senso di siluramenti, politiche. Sono in molti a ritenere Denis Verdini un affiliato alla massoneria ma, more solito, lui glissa e nega sull’argomento e in risposta al Presidente Emerito Francesco Cossiga citò i vari Letta, Alfano, Schifani, Giro, Bondi additati quali cattolici indefessi. E questo in politica significa pranzare con i cardinali non conoscere i peccati capitali o le virtù teologali. Alla fine di questa disamina possiamo solo dire che in politica la massoneria opera né più e né meno come un qualsiasi altro comitato d’interesse, come stakeholder o come i lobbysti statunitensi. Non possiamo eliminare i clientes, possiamo imparare a conviverci però.

Solo negli ultimi 30 anni gli intrecci della massoneria con la politica, l’imprenditoria, la finanza, il Vaticano e la Malavita è qualcosa che mette a dura prova l’intelligenza e la tenuta di perspicaci analisti figurarsi quale caos possano generare nella mente dello sprovveduto e del neofita legami e situazioni che rimandano a intrecci tra massoneria e politica attraverso gli episodi, solo per citarne alcuni: crack Banco Ambrosiano, caso Roberto Calvi, caso Michele Sindona, sequestro Aldo Moro, struttura Gladio, suicidio Raul Gardini, Falcone e Borsellino, le bombe di Bologna, Firenze e via dei Georgofili, la morte di Lorenzo Necci, il potere di Mediobanca e Enrico Cuccia solo per citare alcuni episodi; i grembiulini sono emersi anche nei casi Pollari, nelle inchieste di De Magistris e in quelle di Woodcock.
In questi ed in altri casi la massoneria ha agito pro e contro la politica, pro e contro i servizi segreti, pro e contro le banche o i giudici, facendo sempre e solo gli interessi di qualche fratello massone, non di rado a discapito di altri. E’ questa sorta di caotico egoismo che impedisce lo scorgere un filo conduttore unico, e getta le persone nel caos di informazioni discordanti e contraddittorie. In altre parole non essendoci un filo logico, ma una continua lotta tra fazioni ora perdenti ora dominanti, le persone, bombardate dalle informazioni, non di rado elaborano trame ancora più fantasiose. Della pagina che ho sommariamente descritta (gli ultimi 30 anni) un protagonista indiscusso è stato l’ex Presidente della Repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga. Francesco Cossiga, i

                                                               Massimo   Bencivenga

 
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