
Il 26 Marzo del 2013 sarà lanciato BioShock Infinite. Nel 2007, la Irrational Games lanciò Bioshock: e fu un successone. Il videogioco rivoluzionò le convenzioni narrative del medium usando la prospettiva in prima persona, nei panni e nelle fattezze di Jack, mentre esplorava Rapture, una metropoli sottoterranea popolata da mostri che sembravano usciti direttamente dalla fervida fantasia di un Jules Verne.
Il videogioco ebbe recensioni entusiastiche, Michael Dirda, critico letterario del Washington Post, nonché Premio Pulitzer, affermò senza mezzi termini che videogames come BioShock erano da considerare e assurgere al rango di creazione artistica. Anche Guillermo Del Toro disse la sua, sottolineando come BioShock fosse “una delle creazioni meglio realizzate al mondo, in qualunque medium”.
Prima di BioShock Infinite c’è stato un BioShock 2, che nel 2010 fu accolto benino, piacque anche, ma non riuscì ad emozionare come il primo. E allora? E allora c’è che con BioShock Infinite c’è il ritorno di Ken Levine, ideatore del gioco, responsabile creativo del gioco, presidente e co-fondatore di Irrational Games.
Levine non ha messo mano a BioShock 2 (uscito peraltro prodotto dalla Take-Two, azienda madre di Irrational Games), ma adesso sì, e cerca di fornire un prodotto rivoluzionario: un videogame che possa diventare veramente universale.
A sentire Ken Levine, Call of duty ha una grande penetrazione in un ambiente ristretto, mentre un film come Avatar è ha raggiunto un pubblico ampio, ma poi la cosa è rimasta lì, in superficie. Levine vorrebbe un prodotto in grado di essere ampio come pubblico e con una penetrazione profonda. Il modello dichiarato è cercare di fare di BioShock un fenomeno come Harry Potter, che è ampio e profondo.
Ci riusciranno? Ai posteri l’ardua sentenza. Di certo c’è una ambientazione ben diversa. La sequenza di apertura ha un concept religioso, con un profeta americano che conduce i suoi seguaci in una città celeste, dove i Padri Fondatori (Jefferson, Franklin e Washington) sono venerati come una divinità, e dove la purezza di razza è imposta a forza sullo sfondo di uno scontro immaginario, avvenuto nel 1912, tra suprematisti bianchi teocratici e collettivisti violenti.
Il giocatore si trova catapultato nella città galleggiante di Columbia, una sorta di Morte Nera in salsa steampunk, laddove infuria una guerra civile tra Vox Populi (un partito di anarchici sinistroidi) e il partito di Destra dei Fondatori.
Levine ha gentilmente offerto alcune fonti di ispirazioni per BioShock Infinite. Ecco un elenco, per quanto parziale: l’amministrazione del 25° Presidente Usa (McKinley); la guerra ispano-americana; il balzo tecnologico d’inizio secolo; l’anarchica russa Emma Goldman; il sindacalista americano Eugene V. Debs; la saga X-men; e film come Ritorno al Futuro, Shining, Velluto Blu, Alien, Vacanze romane, La vita è meravigliosa. E tanto, tanto altro.
Massimo Bencivenga
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