 Eleonora è una donna in fuga da un uomo che la faceva sembrava inadeguata, inutile e provinciale. E per ricominciare non trova di meglio che chiedere aiuto a Corinne, alla piccola, sfortunata Corinne, l’amica dell’infanzia, trasferitasi in Toscana.
Quando varca l’ingresso della splendida tenuta Bruges nella campagna toscana, i sentimenti di Eleonora per Corinne sono contrastanti.
Le vuole bene, certo, ma una parte neanche trascurabile di sé non le perdona di essere stata molto ingombrante e di aver rubato a Eleonora parte dell’amore materno.
I sentimenti negativi non fanno che aumentare e confondere ancora di più Eleonora nel momento in cui conosce il compagno di Corinne. Alessandro è bello come dio, ricco, colto, raffinato, amabile, premuroso, insomma il classico principe azzurro. Anche Bruges sembra un castello.
Ma le favole non appartengono a questo modo, e allora sin dalla prima sera, Eleonora comincia a intuire una nota stonata, una sfumatura fuori posto in quel luogo e negli abitanti dello stesso. Già, perché Bruges brulica di persone giovani. C’è Alessandro, certo, ma ci sono anche i fratelli con le rispettive compagne. Uno dei fratelli, Emanuele, è bello come Alessandro, ma brutale, scorretto, vizioso, uno che usa le donne come kleneex in un raffreddore.
A poco a poco, Eleonora intuisce un tacito gioco delle parti, ognuno ha un copione (del resto sono quasi tutti attori teatrali) e anche lei ne entra a far parte come quella in oscillazione sincrona tra il fascino solare di Alessandro e la brutale sensualità di Emanuele.
Ma ancora una volta si sbaglia, perché non si tratta solo dell’apollineo e del dionisiaco; no, i due fratelli e il resto di Bruges custodiscono un segreto così forte che potrebbe risultare dirompente e fatale per tutti. Un segreto inconfessabile che forse riesce a spiegare gran parte dei comportamenti dei due maschi alfa. Perché uno passa come un trattore sulle persone, mentre l’altro sembra annullarsi completamente nella duplice azione di spianare la strada a tutti e nel rimettere a posto le zolle che solleva camminando.
L’atmosfera ovattata comincia a diventare elettrica e sulfurea, ed Eleonora, una volta di più, si ritroverà a dover scegliere tra la sua felicità e quella di Corinne, della piccola e indifesa amica d’infanzia che tanto piaceva alla mamma.
L’oltraggio è il primo libro della trilogia erotico-noir di Sara Bilotti. Prendete con le molle la classificazione, perché ritengo, e chi mi segue lo sa, che per i libri c’è solo una distinzione: quella tra libri belli e libri brutti. E L’oltraggio è un bel libro, dove ragione ed emozione, costruzione razionale e pulsione sensuale sono ben miscelate nella premise del romanzo e della trilogia che vede, più che il sesso tout court, al centro di tutto un’indagine noir ad ampio respiro e un’intima introspezione psicologica riguardante solo Eleonora.
Ecco, chi pensa alle sfumature varie può anche fare a meno di comprare questo libro, perché rimarrebbe deluso. Consigliato vivamente a chi ama le belle storie.
L’oltraggio, un romanzo di Sara Bilotti Editore: Einaudi 304 pagine Collana: Einaudi. Stile libero extra
L’autrice: Sara Bilotti è nata nel 1971 a Napoli, dove vive. Ha esordito per Einaudi Stile Libero nel 2015 con una trilogia nera erotica, L'oltraggio, La colpa e Il perdono.
Massimo Bencivenga |